Kevin Lasagna, 26 anni. Lapresse

Al termine della prima sosta, Velazquez aveva chiarito un aspetto molto importante: questo Lasagna, il suo Lasagna, è un giocatore da Nazionale. Senza se, ma, oppure forse. Dritto al punto, che poi è il modo di fare anche di Kevin. Felice – e tantissimo – per questa chiamata azzurra. Soprattutto perché l’ha guadagnata a modo suo: strappi palla al piede, tanto sacrificio. E un sinistro per niente male.
dalla promozione — Non è un gigante, ma si fa valere. Non è un killer d’area, ma compensa con l’intelligenza. La sua storia è una continua rincorsa alle opportunità, un lungo e largo peregrinare verso lidi sempre più importanti. A soli vent’anni è partito dalla Governolese: squadra di promozione, non esattamente terreno fertile se hai quel guizzo in più. Tant’è: 21 reti in 32 presenze. E allora la chiamata del Cerea, in Serie D. Quindi l’opportunità con l’Este nello stesso campionato: lì è boom. Di quelli veri. E l’occhio di Giuntoli vale un posto in prima fila in cadetteria.
azzurro vivo — 75.000 euro per abbracciare un sogno: il prezzo con cui l’ha strappato l’attuale ds del Napoli, guardando il valore attuale, è a dir poco irrisorio. Ma una crescita così non se l’aspettava neanche Kevin. Che alla prima in B mette insieme 5 reti, riuscendo cavalcare quell’impresa chiamata promozione ancora oggi complicata da raccontare. Che tra i più grandi, poi, infila il primo sigillo regalando a se stesso una notte da sogno contro l’Inter. Insperata, considerando premesse e promesse. Proprio come il ritorno del Carpi - fulmineo - in A dopo la retrocessione, stavolta con la sua firma in calce: i 14 gol a fine stagione gli valgono il record personale tra i professionisti. Il passaggio all’Udinese è questione d’ambizione, ancora. Di rincorse, ancora. 12 gol nel primo anno, pazzesco; 1 soltanto in quest’inizio di stagione. Tabellino a parte, la chiamata in Nazionale è questione di abnegazione. Di cuore oltre l’ostacolo. Di crederci fino all’ultimo pallone gettato nella mischia. La realtà ha superato anche la più bella delle fantasie. In attesa del debutto, quest’azzurro sarà una dolce scarica d’adrenalina.